

VITERBO - Diego Basile eletto all’unanimità primo segretario generale della Uil Funzione pubblica (Fp) di Viterbo, categoria nata dall’unificazione tra Uil Fpl (Federazione poteri locali) e Uil Pa (Pubblica amministrazione).
“Oggi si apre una pagina importante nella storia del sindacato. Una storia più forte e più ambiziosa - dice Basile -. Un grande onore, una responsabilità che accolgo con rispetto. Con l’obiettivo di riportare il nostro sindacato ad essere il primo a Viterbo e nella Tuscia. Una sola direzione, una visione condivisa, una voce più forte per affrontare sfide comuni. Sono convinto che con passione, competenza e unità raggiungeremo traguardi importanti. Senza personalismi, con una forza collettiva”.
Il primo congresso della Uil Fp alla sala Alessandro IV di palazzo dei Papi. Con Basile ci sono la segretaria nazionale della Uil Fp Rita Longobardi, la vice presidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, il tesoriere nazionale della Uil Fp, Giulio Mancini, il segretario regionale della Uil Fp di Roma e del Lazio Claudio Benedetti, il segretario confederale della Uil Giancarlo Turchetti.
Ci sono poi il vicesindaco di Viterbo Alfonso Antoniozzi, il presidente della provincia Alessandro Romoli, il vice presidente del consiglio regionale del Lazio Enrico Panunzi e il consigliere regionale Daniele Sabatini. In sala le segreterie nazionale e regionale della Uil Fp e i segretari delle categorie della confederazione viterbese della Uil.
“Siamo diventati un punto di riferimento autorevole per tutti i lavoratori - sottolinea Basile -. Siamo presenti in quasi tutti i comuni. Il nostro è un sindacato che vive grazie anche alla fiducia delle persone”.
Con Basile il congresso ha eletto anche, all’unanimità, la segreteria: Paolo Durantini è il segretario organizzativo, Silvia Breccola, che ieri ha moderato il congresso, si occuperà di sanità privata, pari opportunità e politiche di genere, Vanessa Iavarone di enti locali, Mirco Cerica di sanità pubblica e Stefano Di Meo di proselitismo. Tesoriere, Andrea Pignatiello.
“Noi - interviene Longobardi - rappresentiamo non solo i lavoratori, ma anche le persone, e abbiamo una visione del futuro della società. E avere un’idea del futuro significa mettere in campo delle scelte e decidere la strada da intraprendere. La costituzione italiana è la nostra guida. Una costituzione dove la sanità è centrale. Ma abbiamo tanta gente che si sposta nel privato, perché nel pubblico le liste di attesa sono lunghe. Abbiamo tante persone che mettono i soldi per curarsi di tasca propria. Ci sono poi molti lavoratori della pubblica amministrazione che sono part-time, e part-time significa lavoro povero.
Questo, nonostante durante la pandemia, il pubblico è stato tra i lavori che hanno tenuto in piedi il Paese. Ma tutto questo è stato dimenticato subito dopo”.
“Dietro a tutto questo - aggiunge Longobardi - c’è un disegno, una scelta politica. Il nostro sindacato oggi si fonde per difendere non il lavoro pubblico e l’esercizio dei diritti sociali e costituzionali delle persone che lo caratterizza. Stiamo cambiando il sindacato e continueremo a farlo”.
“Il nostro - evidenzia Turchetti - è un sindacato che sta sempre nel merito delle cose. Un sindacato che sta vicino alle persone. Stiamo assistendo a un processo di riforma di tutta l’organizzazione. Per rafforzare il sistema. Altrettanto importante è la rappresentanza e la rappresentatività sindacale, a fronte soprattutto di sindacati fantasma che firmano contratti che danneggiano i lavoratori. Contratti che addirittura non prevedono ferie, permessi, maternità, e che riducono di 7 mila euro l’anno la retribuzione dei lavoratori”.
“Celebriamo la chiusura di una grande categoria - conclude Benedetti -, l’Fpl, nata 25 anni fa. Una storia di coesione, forza, anima, cuore. Una forza che ci ha reso una realtà solida. Oggi stiamo vivendo un passaggio epocale, un vero e proprio riordino della nostra categoria, una categoria di cui abbiamo assoluta necessità. Perché stiamo assistendo da troppo tempo a un attacco al pubblico impiego. Oggi siamo uniti per aumentare il potere di rappresentatività e di forza, per difendere diritti lesi da troppi anni. Per ridare dignità ai lavoratori”.